L’Europa che vogliono i Patriots: meno Bruxelles, più sovranità

Questo articolo critica il nuovo bilancio UE, visto dai Patriots for Europe come centralizzazione e perdita di democrazia. Denuncia l’allocazione opaca dei fondi, i tagli del 20% alla PAC, i finanziamenti a ONG e il Green Deal, e i "piani unici" come ricatto politico. Propone un’Europa al servizio dei popoli e non dell’élite tecnocratica.

Nel silenzio delle procedure e dei regolamenti, Bruxelles prepara l’ennesimo salto di potere. Con il nuovo bilancio pluriennale, la Commissione Europea punta a gestire una quota sempre più ampia di fondi senza doverli allocare in modo trasparente, scegliendo a discrezione come e dove spenderli. Un processo che, secondo il gruppo Patriots for Europe, rappresenta una deriva preoccupante: meno democrazia, più centralizzazione.

La denuncia è netta. Quello che viene presentato come un piano tecnico-finanziario è in realtà uno strumento politico. Le risorse comuni – raccolte anche attraverso nuovi debiti o proposte di tassazione diretta – rischiano di diventare leve di pressione ideologica. Non è un caso, secondo i Patriots, che Bruxelles continui a finanziare ONG politicamente schierate, a tagliare fondi all’agricoltura – con una riduzione stimata del 20% per la Politica Agricola Comune (PAC) – e a promuovere l’agenda del Green Deal senza alcun contrappeso democratico. Si segnalano, ad esempio, contratti tra la Commissione e oltre 9.000 ONG per sostenere il Green Deal, sollevando interrogativi sull’uso dei fondi pubblici.

A pagare sono i cittadini. Gli agricoltori, le famiglie, le piccole imprese: chi produce ricchezza viene ignorato, mentre si sostiene chi alimenta l’apparato. La pace, la protezione dei confini, la competitività economica – priorità reali secondo i Patriots – vengono sistematicamente messe da parte in nome di “nuove emergenze”, spesso definite a porte chiuse.

Ancora più grave è il meccanismo dei “piani unici”, che obbligheranno gli Stati membri a seguire riforme imposte dall’alto per poter accedere ai fondi europei. Non è cooperazione, è condizionamento. I Patriots lo chiamano col suo nome: ricatto politico.

L’Europa, dicono, ha bisogno di tornare a essere al servizio dei popoli, non di un’élite tecnocratica. I soldi dei contribuenti devono servire l’interesse nazionale, non alimentare una macchina istituzionale autoreferenziale. È tempo di scegliere da che parte stare: con i cittadini, o con il potere che non risponde a nessuno.

Link utili:

Quadro Finanziario Pluriennale 2021–2027 (Commissione Europea)

Recovery Plan

Politico Europe – Notizie e analisi politiche

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Sal
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