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Nebbia sul porto
Amsterdam, inverno del 1625.
La città si svegliava lentamente sotto una coltre di nebbia che saliva dall’IJ, il grande specchio d’acqua che univa la città al mare. Le campane della Oude Kerk battevano l’ora e rimbombavano tra le facciate strette e alte delle case sui canali. Jan van der Meer, mercante di spezie ormai affermato, osservava dalla finestra della sua abitazione sul Singel il flusso dei facchini che già scaricavano merci dai vascelli ancorati al porto.
La sua casa, come molte altre, era una stretta torre di mattoni con le scale ripide e strette; ogni piano aveva un soffitto basso ma travi robuste, e il profumo delle merci che custodiva si mescolava spesso a quello della cera e del legno lucidato. Al piano terra, nel magazzino, erano custodite le spezie che avevano fatto la sua fortuna: cannella di Ceylon, noce moscata e chiodi di garofano delle Molucche, pepe di Giava. Tesori d’Oriente che i marinai portavano fino a questa città nebbiosa del Nord.

Quella mattina Jan scese nel magazzino, trovando il giovane apprendista Pieter intento a sistemare le casse arrivate due giorni prima.
«Attento, ragazzo. Quella noce moscata vale più dell’argento che hai in tasca», disse Jan con tono fermo ma non privo di affetto.
Pieter annuì, asciugandosi la fronte. Era figlio di un pescatore morto in mare e, da quando Jan lo aveva accolto come apprendista, aveva trovato non solo lavoro, ma anche un maestro severo e giusto.
Il mercante indossava un pesante mantello scuro, il colletto di lino bianco ben inamidato spuntava dal bavero. Uscì di casa e percorse il canale: cavalli che trainavano carretti pieni di merci, donne che si affrettavano al mercato con i cesti di verdure, bambini che correvano sulle passerelle di legno. La città pulsava di vita.

Arrivato al porto, Jan incontrò altri mercanti che come lui facevano parte della gilda. Si scambiarono saluti e notizie.
«Le notizie da Batavia non sono buone», disse uno di loro, il vecchio Claes. «Alcuni capitani si sono lamentati della concorrenza dei portoghesi e degli inglesi».
Jan annuì. «La Compagnia saprà difendere i propri interessi. E noi, se vogliamo restare forti, dobbiamo restare uniti.»
Il sole, pallido e freddo, cominciava a dissolvere la nebbia. Le vele delle navi VOC brillavano leggermente di umidità. Jan provò un brivido, non di freddo ma di orgoglio: quella città, un tempo piccola e fragile, stava diventando il cuore pulsante del commercio mondiale. E lui ne faceva parte.
Nel pomeriggio, tornato a casa, trovò sua moglie Anna intenta a dare ordini alle serve: il focolare acceso, la tavola preparata con stoviglie di peltro e qualche preziosa tazza di porcellana cinese, simbolo di prestigio. Jan osservò i figli più piccoli che imparavano a leggere grazie a un insegnante privato: un lusso che solo le famiglie benestanti potevano permettersi.
La giornata si chiuse con una cena abbondante, arricchita da spezie che davano al brodo e alle carni un sapore esotico. Intorno al tavolo si parlava di affari, di politica e di viaggi. Fuori, le lanterne lungo i canali tremolavano e le ombre dei mercanti si confondevano con il fumo dei camini.
Jan si ritirò nel suo studio. Davanti a lui, un mappamondo di recente fattura mostrava i mari che collegavano Amsterdam al resto del mondo. L’uomo vi posò la mano sopra e sussurrò tra sé:
«Tutto parte da qui, da questa città di canali e nebbia.»
La notte avvolse Amsterdam, e con essa i sogni di un mercante che sapeva di vivere nel cuore di un secolo straordinario.

Le case lungo il canale mostrano l’architettura tipica di quel periodo, con facciate strette in mattoni scuri, tetti a gable inclinati e numerose finestre a ghigliottina, spesso con cornici bianche che spiccano contro i muri. La nebbia leggera che avvolge la scena riflette le condizioni climatiche spesso umide di Amsterdam, tipiche del XVII secolo, e crea un’atmosfera malinconica e realistica.

La torre nell’immagine e’ la Westertoren, una delle torri più iconiche di Amsterdam, parte della Westerkerk. Costruita nel XVII secolo, è facilmente riconoscibile per la sua cupola verde e il suo stile architettonico olandese. Situata nel quartiere Jordaan, vicino al canale Prinsengracht e costruita tra il 1620 e il 1631 su progetto dell’architetto Hendrick de Keyser.