Ricostruzione dei fatti: il dossier Russia-Trump era infondato e politicizzato.

Documenti declassificati da Tulsi Gabbard mostrano che il dossier Russia-Trump del 2016 era infondato (falso), basato su fonti deboli e voluto da Obama e Brennan. Informazioni su H. Clinton omesse.

Tulsi Gabbard ha desecretato nuovi documenti ufficiali, in particolare il seguente file disponibile sul sito della National Intelligence Americana (DNI), dai quali emergono sconcertanti verita’ sulla questione Russia-Trump.

La seguente documentazione era stata invece resa disponibile pochi giorni addietro:

DocumentoContenuto principale
House Intel ReportMostra i tentativi di impiegare intelligence fragile per sostenere Trump
ICA settembre 2016Nessuna evidenza di manipolazione dei risultati
Clapper memo dicembre 2016Conferma l’assenza di prove concrete
3 rapporti HUMINT declassificatiRitenuti non affidabili ma usati nell’ICA
Cronologia 8 dec 2016Indica ordine diretto da Obama di costruire nuova narrativa
Email e memo interniRivelano pressioni e dubbio degli analisti

RISULTANZE:

1. Assenza di prove dirette: Putin non favorì Trump

I rapporti declassificati rivelano che:

  • Non esisteva alcuna prova diretta che il presidente russo Putin volesse favorire Donald Trump nelle elezioni del 2016.
  • I documenti usati come base dell’ICA (Valutazione della Comunità d’Intelligence) erano incompleti, di origine incerta, non verificati o addirittura ritenuti “implausibili” dagli analisti della CIA.
  • I funzionari dell’intelligence avevano espresso dubbi interni sull’affidabilità di tali informazioni, ma questi furono ignorati o soppressi.

2. Intervento Diretto di Obama e Brennan

  • Il 9 dicembre 2016, su ordine diretto del presidente Obama, il direttore della CIA John Brennan ordinò la pubblicazione di 15 rapporti precedentemente non approvati, tre dei quali furono giudicati gravemente carenti dagli analisti.
  • Questi rapporti furono utilizzati per costruire l’idea che la Russia avesse una “chiara preferenza” per Trump.
  • Un documento chiave citato nel report era una semplice e-mail senza mittente, senza destinatario, senza data, e senza classificazione, giudicata priva dei criteri minimi di attendibilità.

3. Informazioni compromettenti su H. Clinton tenute nascoste

  • La Russia possedeva materiale altamente compromettente su Hillary Clinton, ma scelse di non divulgarlo nei momenti cruciali della campagna.
    • Tra le informazioni c’erano:
      • Condizioni di salute gravi: diabete, problemi cardiaci, malattie polmonari croniche.
      • Uso quotidiano di tranquillanti e problemi emotivi interni.
      • Incontri segreti con leader religiosi in cui sarebbero stati promessi fondi statali in cambio di sostegno politico.
      • Comunicazioni interne del DNC secondo cui Obama e i leader del partito erano preoccupati per lo stato mentale di Clinton.
      • Critiche da parte di alleati esteri che ritenevano Clinton inadatta a guidare lo Stato.
  • L’ICA non menzionò queste informazioni rilevanti, violando le direttive (ICD 203) che impongono l’uso di tutte le informazioni disponibili per produrre analisi corrette.

4. Violazione degli standard analitici

Il report del gennaio 2017:

  • Non rispettava gli standard fondamentali del mestiere dell’analista d’intelligence:
    • Mancanza di trasparenza sulla qualità e origine delle fonti.
    • Nessuna espressione chiara delle incertezze analitiche.
    • Omissione di punti di vista alternativi o contraddittori.
  • Le valutazioni finali su Putin furono presentate con “alta fiducia”, ma senza basi solide.

5. Una narrativa costruita ad arte

  • I nuovi documenti indicano che la narrativa della collusione Trump-Russia fu una costruzione politica, orchestrata:
    • Da Obama, Brennan e altri alti funzionari.
    • Dopo la vittoria elettorale di Trump, per minarne la legittimità.
  • Una riunione riservata l’8 dicembre 2016 (secondo le fonti) avrebbe segnato l’inizio della strategia per spingere la narrativa della “collusione”.
  • I media ricevettero fughe selettive di notizie, tratte dai rapporti parziali e politicizzati, per diffondere l’idea di un’interferenza russa pro-Trump.

6. Accuse di colpo di stato e reazioni politiche

  • Tulsi Gabbard, ora direttrice dell’intelligence (DNI), ha definito il tutto “il più grave uso politico degli strumenti d’intelligence nella storia americana”.
  • Secondo Gabbard e altri commentatori:
    • Fu un tentativo deliberato e coordinato per sovvertire un presidente eletto.
    • Gli attori coinvolti avrebbero mentito al pubblico, manipolato prove e abusato del proprio potere.
    • I danni arrecati alla democrazia e alla fiducia istituzionale sono enormi e storici.

Conclusione

I documenti declassificati indicano che la valutazione dell’intelligence che attribuiva a Putin un sostegno per Trump fu basata su materiale debole, non verificato e manipolato, pubblicato su pressione politica diretta. Allo stesso tempo, informazioni potenzialmente devastanti per Hillary Clinton furono deliberatamente omesse. La narrativa della collusione Russia-Trump, oggi, risulta essere stata una costruzione politica, non un’analisi obiettiva.

Sono documenti ufficiali, provenienti dagli archivi dell’intelligence USA:

  • I documenti declassificati da Tulsi Gabbard in quanto Direttore dell’Intelligence Nazionale (DNI) sono documenti autentici e ufficiali, appartenenti agli archivi della CIA, del DNI e del Comitato Intelligence della Camera (HPSCI).
  • Essendo declassificati tramite procedure formali, non sono falsi né apocrifi.
  • Contengono note interne, valutazioni degli analisti CIA, email riservate, rapporti HUMINT (intelligence umana), e passaggi del report ICA del 2017.

Anche se autentici, non equivalgono automaticamente a verità assoluta. Come per ogni documento d’intelligence:

  • Riflettono opinioni, interpretazioni e valutazioni soggettive di analisti e dirigenti.
  • Molti passaggi esprimono dubbi, incertezze, giudizi sulla qualità delle fonti.
  • Quindi non vanno letti come “prove conclusive”, ma come testimonianze del dibattito interno e delle pressioni politiche subite dagli analisti.

Dire ad esempio che “Obama ha ordinato un colpo di Stato” è una deduzione politica, non una frase contenuta nei documenti.

I documenti mostrano chiaramente che:

  • Alcune fonti usate nell’ICA erano considerate deboli o non verificate.
  • L’ICA fu preparato in modo accelerato e non conforme agli standard normativi ICD 203.
  • C’erano pressioni dall’alto (Obama, Brennan) per pubblicare comunque.

Ma non dimostrano esplicitamente una cospirazione o un’azione illegale, e infatti nessun tribunale o commissione ufficiale ha (finora) qualificato l’operato dell’amministrazione Obama come reato.

Grado di attendibilità della ricostruzione precedente in sei punti:

La ricostruzione in sei punti suddetta ha un alto grado di attendibilità fattuale, ma un grado parzialmente interpretativo sul piano politico. Vediamo nel dettaglio punto per punto:

FONDAMENTI FATTUALI – ATTENDIBILITÀ ALTA

I seguenti elementi della ricostruzione derivano direttamente dai documenti declassificati e da fonti istituzionali:

  1. Assenza di prove dirette che Putin volesse Trump vincente
    → È chiaramente scritto nei documenti interni: le fonti usate per sostenerlo erano giudicate deboli, incerte, “implausibili” o “non verificate”.
    ✅ Fattuale, confermato.
  2. Coinvolgimento diretto di Obama e Brennan
    → I documenti riportano che Obama ha dato direttive per pubblicare nuovi rapporti nel dicembre 2016, e che Brennan ha selezionato 15 rapporti, 3 dei quali giudicati inadeguati.
    ✅ Confermato nei memo e nel report del comitato House Intelligence.
  3. Esistenza di materiale compromettente su Clinton non divulgato dalla Russia
    → È scritto nel rapporto declassificato che la Russia possedeva materiale potenzialmente dannoso per Clinton che non è stato divulgato, e che questa informazione è stata omessa nel report ICA.
    ✅ Verificato.
  4. Violazioni degli standard analitici (ICD 203)
    → È menzionato esplicitamente: l’ICA non rispettò pienamente le regole analitiche sull’uso delle fonti, sulla trasparenza e sul trattamento delle incertezze.
    ✅ Verificato.

⚠️ DEDOTTI POLITICAMENTE – ATTENDIBILITÀ INTERPRETATIVA

I seguenti punti della ricostruzione si basano su deduzioni, coerenti ma non dimostrabili oggettivamente nei documenti:

  1. La narrativa della collusione fu “costruita ad arte”
    → I documenti indicano una forzatura analitica, ma non affermano esplicitamente che l’intenzione fosse politica o ingannevole. Questa è una deduzione possibile, ma non un fatto scritto nei documenti.
    ⚠️ Interpretazione plausibile, ma non dimostrata.
  2. Accuse di “colpo di Stato” o “cospirazione”
    → Nessun documento usa questi termini. Sono giudizi politici espressi da Tulsi Gabbard, Roger Stone, e tanti altri, basati su una lettura dei fatti, ma non contenuti nei documenti stessi.
    ⚠️ Dichiarazioni politiche, non fatti declassificati.

📊 Valutazione complessiva dell’attendibilità della ricostruzione

PuntoFonteAttendibilità
1-4Documenti ufficiali declassificatiAlta
5Deduzione basata su dati realiMedia ⚠️
6Posizione politica, non documentaleBassa come prova giuridica, ma coerente con la narrativa politica
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Sal
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